venerdì 19 luglio 2013
giovedì 20 giugno 2013
Dal giornale L 'Arena
07.06.2013
LA MARCIA DEI DISOCCUPATI, PER DIRE "NO" AI SUICIDI DA CRISI
Perugia (TMNews) - Una marcia di sensibilizzazione sul problema dei suicidi: è l'iniziativa intrapresa da un gruppo di amici disoccupati, partiti dal loro paese in provincia di Treviso, e decisi ad arrivare in 26 tappe a Roma. Nel loro percorso i camminatori veneti, hanno fatto tappa a Marsciano, in provincia di Perugia, dove li abbiamo incontrati."Ho fatto questa iniziativa - spiega Roberto Sepulcri - in quanto da noi c'erano molti suicidi di artigiani. Anche un mio collega ha tentato il suicidio ed è stato salvato in extremis. Per questo ho deciso di fare questa marcia".Gli scenari che fanno da sfondo alla marcia sono quelli tipici, e affascinanti, del paesaggio della campagna italiana. Ma al di là delle bellezze naturali, resta il dramma di chi, schiacciato dalla crisi, non vede altra strada che farla finita. Un problema che i marciatori vogliono portare all'attenzione della politica e del Vaticano."Noi - ha aggiunto Rolando Fornasier - arrivati a Roma vorremmo incontrare o il presidente del Consiglio o il Presidente della Repubblica, e anche il Papa se vorrà darci udienza. Siamo sicuri di non risolvere questo problema, ma questo viaggio ci ha arricchito con molte esperienze".La speranza dei marciatori è che creando una rete sociale più forte si possa offrire un'alternativa alla disperazione.
lunedì 17 giugno 2013
Dal Giornale La Tribuna del 13.06.2013 Articolo e Rettifica
Teniamo a precisare che a Roma, dall 'ispettorato di Pubblica Sicurezza del Vaticano sono stati fermati: Roberto, Rolando, Loris e Sandro e non come scritto il Sig. Girardi.
L'arrivo a casa
Al nostro rientro una grande sorpresa ,famigliari ,amici ,figli e morose ad attenderci,manifesti e pacche sulle spalle,inoltre una tavola imbandita con tante leccornie,buon vino e tanta allegria.
Avviso e ringraziamenti
Cari amici,
Purtroppo abbiamo dovuto eliminare la carta Postapay a causa di continui problemi (smagnetizzazione)
Chi volesse continuare a contribuire alla nostra causa può farlo mettendosi in contatto direttamente con noi,con il nostro arrivo a Roma e il ritorno la cosa non finisce, continueremo a pubblicare a dialogare e faremo incontri su questo problema che ci sta affliggendo.
Chi vuole raccontare la propria storia può farlo anche anonimamente scrivendoci alla nostra mail
versoromacontroisuicidi@gmail.com
A breve pubblicheremo il riassunto del nostro viaggio .
Un caro saluto a tutti coloro che ci hanno sostenuto ,incoraggiato e aiutato.
Roberto e Rolando
Da Il Messaggero del 17.06.2013
NORDEST - ITALIA, SOCIALE
La lunga marcia per il lavoro
dei piccoli imprenditori in crisi
dei piccoli imprenditori in crisi

A piedi da Treviso a Roma per denunciare lo «scandalo» dei suicidi. Un cammino di 576 km nell'Italia in recessione, dove tra Equitalia, banche voraci e nuove povertà chiudono tre grandi aziende al mese
Hanno percorso 576 chilometri a piedi, dalla provincia di Treviso a Roma, attraversando il Veneto, il ferrarese, Ravenna, l'appennino tosco emiliano, la provincia di Perugia e Orte, in una marcia iniziata il 19 maggio e che si è conclusa solo ieri. Non ce l'hanno fatta ad incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha però fatto pervenire un messaggio di vicinanza e interesse. Ma sono riusciti ad assistere all'udienza di papa Francesco dopo che erano stati fermati dalla Polizia e trattenuti tre ore in questura perché erano entrati in piazza San Pietro con i cartelli che hanno portato con sé per tutta la marcia.
Roberto Sepulcri, Ronaldo e Sandro Fornasier, Loris Trentin, Mauro Colombera, sono gli artigiani e liberi professionisti, ora senza impresa e senza lavoro, che hanno voluto intraprendere questo cammino contro i suicidi di chi non ce la fa più a causa della crisi e dei debiti che schiacciano. «Non ci fermeremo qui - racconta Sepulcri al cellulare mentre sta tornando da Roma, finalmente in macchina - vogliamo continuare la nostra opera di sensibilizzazione e speriamo di incontrare prima o poi il capo dello Stato». L'obiettivo di queste persone è fermare la piaga dei suicidi che capiscono bene perché la stanno vivendo da vicino. Si sentono testimoni di un dramma che non vogliono più stare fermi a fronte di quello che riportano le cronache. Nessun sensazionalismo nei loro ragionamenti: «Chiaramente non tutti i suicidi sono collegati al lavoro ed è molto difficile produrre una statistica, perché non sempre vengono dichiarati. Abbiamo provato a indagare, domandando a tanti, e scoprendo che quando le difficoltà economiche divengono così grandi, il pensiero del suicidio passa per la testa di molte persone». E' successo anche a Sepuclri, imprenditore edile di 48 anni che sta vivendo un momento di enorme difficoltà: «E' venuto in mente anche a me. Un mio caro amico ha provato a suicidarsi ed è stato salvato all'ultimo minuto dalla moglie, che ha sentito cadere una sedia in camera da letto e l'ha trovato che s'impiccava. A me, forse, ha fermato l'avere la mente rivolta alla mia famiglia (ha moglie e tre figli ndr) anche se so che non è sempre un deterrente sufficiente.
Un'iniziativa, questa della marcia contro i suicidi, totalmente autogestita e senza nessun colore politico. Partendo dal trevigiano dove la Lega ha prosperato per anni e dove qualche giorno fa è crollata nelle elezioni amministrative questi imprenditori non hanno voluto «farsi dare la linea da nessuno». Negli ultimi periodi hanno visto chiudere mediamente tre grandi aziende al mese,con le inevitabili ripercussioni su tutto l'indotto dei laboratori artigiani; e lo stillicidio dei suicidi. Secondo Sepulcri nel 2013, nel suo territorio, si sono tolte la vita almeno una decina di persone, per motivi legati alla crisi economica.
Lungo il loro cammino i marciatori veneti hanno incontrato tantissime persone. Ogni tappa del viaggio è stata documentata sul blog versoromacontroisuicidi.blogspot.it, Un diario di viaggio di un'Italia accomunata da debiti, cartelle di Equitalia, angoscia, pignoramenti, rapporti difficili con le banche, prestiti che non si riescono a rimborsare. O materiale che non si riesce a vendere, come quello dell'impresa edile di Sepulcri che non riesce a chiudere l'azienda proprio perchè i suoi macchinari non trovano un compratore. «Prima di partire per la marcia ho venduto tutto l'oro di famiglia perché, essendo via un mese, non volevo che i miei avessero delle difficoltà», racconta. Nessuno della famiglia sta lavorando in questo momento, si prova a tamponare con l'orto e le galline e con il ricavo del compro oro, appunto.
E a proposito di quest'altra Italia, incontrata lungo i cinquecento chilometri di cammino, sono molti i racconti da fare. Partendo dall'accoglienza che è stata generalmente buona nella maggior parte dei comuni attraversati. Il sindaco di Bagno di Romagna che oltre ad incontrarli e ad adoperarsi per trovare un riparo notturno ha regalato loro dei vestiti perché nel comune dell'appenino tosco emiliano a fine maggio c'erano 7 gradi. La Protezione Civile di Ravenna che ha organizzato una festa in loro onore. Quella fornaia di Comacchio che ha regalato pane e pizzette, ha battuto lo scontrino e poi ha raccontato del marito che aveva tentato due volte di farla finita: la loro casa sarebbe andata all'asta pochi giorni dopo. E c'è anche chi è stato più distratto. Come il comune di San Sepolcro, in provincia di Arezzo, che li ha contattati una settimana dopo il loro passaggio chiedendo se per caso sarebbero ripassati. O come quello di Perugia dove il capo di gabinetto del sindaco li ha omaggiati di un bacio Perugina a testa e non ha mostrato grande interesse. Ma l'obiettivo è stato centrato: conoscere, discutere, parlare. Perché «non chiediamo la carità ma il lavoro».
mercoledì 12 giugno 2013
dalla tribuna di Napoli
Suicidio di Ercolano, la disperazione dei commercianti: "Stiamo chiudendo tutti"
La denuncia della figlia Maria: "Nessuno è venuto a darci conforto: dove sono gli assessori e il sindaco?"
dal nostro inviato CONCHITA SANNINO
- APPROFONDIMENTI

FOTO
Ercolano, dramma del lavoro
Maria Assunta Formicola ha 30 anni, e tre figli. Aiutava suo padre Antonio in negozio. Fin da quando è nata ha saputo che “lavorare nei fiori” era il suo destino. Ieri ha visto quel destino, e quel padre, consumarsi tra le fiamme. Era troppo tardi quando lei e suo fratello, Giuseppe, sono corsi a piedi al Comune.
Vico Sacramento ad Ercolano è solo uno dei molti vicoli a ridosso della costa dove sembra che il tempo si sia fermato. Case modeste, un’abitazione sull’altra, ma famiglie semplici, il mare che si vede poco ma di cui in alcune sere si sente l’odore. Se alzi gli occhi, di poco, scorgi sempre imponente il Vesuvio. È all’ombra di quelle serre e di quei fiori cresciuti sui costoni della montagna che Antonio, i suoi fratelli, suo padre e ormai anche i suoi figli erano cresciuti lavorando fin da piccolini. Fiorai da generazioni. Anche, spesso, per conto del Comune. Antonio che, come tutta la famiglia, era conosciuta in paese con un soprannome antico, i Zannuti non si tirava mai indietro.
In questo vicolo arriva il lungo pellegrinaggio di commercianti, amici, parenti, semplici cittadini. «Mio padre era sempre a disposizione di tutti, soprattutto per la politica e il Comune. E pagava tutte le tasse, aveva sempre tutto a posto, perciò non poteva capire perché non gli davano quel permesso di esporre un po’ di merce davanti al negozio. I vigili erano venuti a fare perfino la ricognizione, a misurare i marciapiedi. E poi gli avevano detto no. Mio padre, qualche mese fa, si arrabbiò così tanto con il comandante dei vigili, che quel signore lo ha anche denunciato per minacce. Io mi preoccupai, chiesi in giro “Ma se mio padre si fa del male, lui non la sopporta ‘sta cosa”? E gli altri mi dicevano: “Ma chi Antonio, quello è uno buono, bravo, non farà nulla”».
Anche Giovanni Illo, storico erede di una famiglia di pasticcieri da tre generazioni sul corso Resina, ed ex presidente del consorzio terrenziano dei commercianti, è sconvolto, amareggiato. Indica uno ad uno tutti i negozi chiusi sul corso Resina: «Guardate quella salumeria: chiusa. Guardate la ferramenta: chiusa. E la merceria: chiusa. È rimasto solo quello con i tatuaggi, io con i miei dolci, e quest’altro locale l’ho dovuto affittare, meno male. Avrei voluto per il bene del paese mettere una caffetteria, che qui a volte passano i turisti e non possono fermarsi, macché. Hanno allargato i marciapiedi, ma messo tanti paletti e non hanno previsto aree di sosta. Così viviamo ingabbiati. Tanta bellezza intorno, e tutto inutile. Siamo come disperati".
Tra le più accorate testimonianze, c’è quella di Luisa Bossa, ex sindaco anticamorra di Ercolano, oggi deputata Pd. Anche lei, da primo cittadino, conosceva bene la disponibilità del fioraio delle istituzioni. L’uomo che correva appena gli si diceva: “Dai, è per il paese”. «Sono commossa e profondamente addolorata per la morte di Antonio Formicola sottolinea la Bossa lo conoscevo bene, era una persona serissima, un uomo disponibile, sensibile, che sapeva fare il suo mestiere come pochi. Ha lavorato decine di volte per il Comune, quando io ero sindaco. Non ha mai fatto mancare la sua disponibilità per rendere Ercolano bella, accogliente. Ha fornito fiori ad iniziative, manifestazioni, eventi. E, non lo nascondo, a volte anche gratis, perchè capitava di non avere i soldi per pagare tutto il dovuto. Era una persona straordinaria, e la sua morte, così tragica, deve farci riflettere a fondo».
Anche la Bossa riflette sul fatto che alcune risposte della burocrazia vadano riviste: «Un uomo paziente, sensibile e disponibile come Formicola, non arriva a tanto per caso. Evidentemente era ad un punto di esasperazione molto forte. È necessario che la sua morte apra il cuore a tanti di noi. Dobbiamo riflettere e agire. A partire dal Parlamento è necessario intervenire rapidamente sui temi della crisi»
.
Ultimo giorno a Roma
Anche stamattina sveglia all'alba come di consueto nell'ultimo periodo.
Ci siamo avviati verso piazza San Pietro dove ad attenderci c'era il funzionario di P.S. che ci ha
indicato i nostri posti a sedere.
Nel piazzale prima dell'ingresso in piazza ci ha raggiunto anche l'amica conosciuta a Mogliano
Marina Anastasio che ci ha raggiunto in treno durante la notte.
Abbiamo assistito al transito e all'udienza del Santo Padre con profonda emozione anche perché
per noi era l'ultimo traguardo che ci eravamo prefissati.
Ci siamo avviati verso piazza San Pietro dove ad attenderci c'era il funzionario di P.S. che ci ha
indicato i nostri posti a sedere.
Nel piazzale prima dell'ingresso in piazza ci ha raggiunto anche l'amica conosciuta a Mogliano
Marina Anastasio che ci ha raggiunto in treno durante la notte.
Abbiamo assistito al transito e all'udienza del Santo Padre con profonda emozione anche perché
per noi era l'ultimo traguardo che ci eravamo prefissati.
martedì 11 giugno 2013
Vaticano
Alle ore 8.30 mentre ci recavamo al Senato, transitando lungo il colonnato di Piazza San Pietro siamo stati fermati dalla Polizia Italiana perché avendo oltrepassato il confine del Vaticano con i cartelli usati lungo il viaggio,violavamo inconsapevolmente le leggi dello Stato Vaticano .
Una volta consegnati tutti i documenti personali e i cartelli siamo stati scortati presso gli uffici dell'ispettorato di pubblica sicurezza del Vaticano.
.(L'Ispettorato di pubblica sicurezza"Vaticano" è una struttura della Polizia di Stato Italiana che si occupa della protezione del Papa durante le sue visite in territorio italiano e della vigilanza di P.zza San Pietro d'intesa con le autorità della Santa sede. Questa collaborazione è sancita dai Patti Lateranensi. Dispone di circa 150 agenti e, in quanto ufficialmente privo di competenza territoriale, è posto alle dipendenze dirette del Dipartimento di pubblica Sicurezza. )
Dopo varie domande al presidente Roberto e accertamenti effettuati abbiamo atteso l'arrivo della DIGOS che ci ha consigliato di non esporre i cartelli in prossimità di Palazzi Istituzionali,visto il delicato momento politico dovuto alle votazioni del sindaco appena conclusesi e dagli ultimi avvenimenti di cronaca.
Dopo 576 km a piedi sul territorio nazionale appena percorsi 5 metri in territorio Vaticano siamo stati fermati.
Ringraziamo l'ufficio dell'ispettorato di Pubblica Sicurezza del Vaticano per la comprensione e il loro lavoro svolto e per il rispetto alla nostra iniziativa.
Rassicuriamo i famigliari e gli amici
Grazie a tutti.
Una volta consegnati tutti i documenti personali e i cartelli siamo stati scortati presso gli uffici dell'ispettorato di pubblica sicurezza del Vaticano.
.(L'Ispettorato di pubblica sicurezza"Vaticano" è una struttura della Polizia di Stato Italiana che si occupa della protezione del Papa durante le sue visite in territorio italiano e della vigilanza di P.zza San Pietro d'intesa con le autorità della Santa sede. Questa collaborazione è sancita dai Patti Lateranensi. Dispone di circa 150 agenti e, in quanto ufficialmente privo di competenza territoriale, è posto alle dipendenze dirette del Dipartimento di pubblica Sicurezza. )
Dopo varie domande al presidente Roberto e accertamenti effettuati abbiamo atteso l'arrivo della DIGOS che ci ha consigliato di non esporre i cartelli in prossimità di Palazzi Istituzionali,visto il delicato momento politico dovuto alle votazioni del sindaco appena conclusesi e dagli ultimi avvenimenti di cronaca.
Dopo 576 km a piedi sul territorio nazionale appena percorsi 5 metri in territorio Vaticano siamo stati fermati.
Ringraziamo l'ufficio dell'ispettorato di Pubblica Sicurezza del Vaticano per la comprensione e il loro lavoro svolto e per il rispetto alla nostra iniziativa.
Rassicuriamo i famigliari e gli amici
Grazie a tutti.
Castel Dell'Aquila partenza
Partiti da Castel dell'Aquila verso Orte.
Giunti in paese. Abbiamo contattato il parroco don Mario, chiedendogli come saremmo stati sistemati per la notte. Lo stesso ci riferiva che ( nuovamente il nostro geometra Loris) aveva chiesto solo un tetto per la notte. Ed essendo le doccia non agibili, abbiamo optato per gli spogliatoi presso il centro sportivo , qui abbiamo incontrato il sindaco , che ci ha indirizzato presso,la croce rossa per le brandine .
Abbiamo salutato il ostro amico MaurO Colombera. che nel pomeriggio È dovuto rientrare a Vittorio Veneto. CIAO MAURO CI MANCHERAI.
Notte insonne per il nostro amico Loris, ha fatto la guardia all'esterno, attrezzato di branda, coperta, e cartelli.
Giunti in paese. Abbiamo contattato il parroco don Mario, chiedendogli come saremmo stati sistemati per la notte. Lo stesso ci riferiva che ( nuovamente il nostro geometra Loris) aveva chiesto solo un tetto per la notte. Ed essendo le doccia non agibili, abbiamo optato per gli spogliatoi presso il centro sportivo , qui abbiamo incontrato il sindaco , che ci ha indirizzato presso,la croce rossa per le brandine .
Abbiamo salutato il ostro amico MaurO Colombera. che nel pomeriggio È dovuto rientrare a Vittorio Veneto. CIAO MAURO CI MANCHERAI.
Notte insonne per il nostro amico Loris, ha fatto la guardia all'esterno, attrezzato di branda, coperta, e cartelli.
| Loris guardia notturna |
Orte(VT)
Orte
Partiti da Orte, con i mezzi , in quanto abbiamo dovuto rinunciare alla tappa di Civita Castellana per anticipare l'arrivo a Roma, ci siamo fermati a Castel Nuovo di Porto per un incontro con il sindaco e gli assessori del comune. Verso le 12,00 , ci raggiungeva il resto del gruppo ( Loris, Sandro, Franca e Graziano),Che erano partiti da Civita Castellana a piedi.
Qui dopo aver discusso sulle tematiche della nostra camminata, fatto le foto di rito ,abbiamo salutato sindaco ed assessori e ci siamo diretti verso Roma.
Ringraziamo tutti per averci accolto.
Partiti da Orte, con i mezzi , in quanto abbiamo dovuto rinunciare alla tappa di Civita Castellana per anticipare l'arrivo a Roma, ci siamo fermati a Castel Nuovo di Porto per un incontro con il sindaco e gli assessori del comune. Verso le 12,00 , ci raggiungeva il resto del gruppo ( Loris, Sandro, Franca e Graziano),Che erano partiti da Civita Castellana a piedi.
Qui dopo aver discusso sulle tematiche della nostra camminata, fatto le foto di rito ,abbiamo salutato sindaco ed assessori e ci siamo diretti verso Roma.
Ringraziamo tutti per averci accolto.
domenica 9 giugno 2013
Castel dell' Aquila
Siamo giunti a Castel dell' Aquila e camminando per le vie della città abbiamo constatato che le problematiche sociali dovute alla crisi sono simili a quelle dei comuni attraversati finora.
Abbiamo contattato il sindaco Sig, Claudio Venturi che si è dimostrato una persona molto disponibile.
Ci ha procurato delle brandine con materasso e fatto pulire i bagni della palestra dove abbiamo pernottato.
Siamo andati a fare la spesa per il pranzo in un supermercato del posto dove abbiamo trovato persone gentili disposte a parlare con noi . Mentre uscivamo la titolare ci ha richiamati regalandoci una 'sgravera' di salsicce artigianali buonissime!...
A mezzogiorno Mauro ha cucinato la carne e abbiamo pranzato tutti insieme.
Nel pomeriggio il Vice sindaco ci ha portato le brandine avvisandoci che la sera saremmo stati ospiti per la cena a casa sua.
Alle 20.00 ad attenderci c' era anche la moglie Annarita che pur con così poco preavviso è riuscita a preparare una cena indimenticabile.
Ringraziamo con tutto il cuore Claudio e la moglie Annarita e tutte le persone che ci hanno aiutato.
TODI
Siamo partiti da Marsciano in sette in quanto, durante la notte, ci hanno raggiunto Loris Trentin, Mauro Colombera e Sandro Fornasier, insieme abbiamo fatto il percorso fino a Todi.
Abbiamo contattato un parroco che però non aveva la possibilità di fornirci un servizio doccia ( cosa per noi determinante...) ringraziando abbiamo optato per il per un B&B nelle colline umbre.
Grazie alla Sig.ra Paola Pazzaglia per gli appartamenti Colle S.Giovanni per l'accoglienza,l'ospitalità e il prezzo di favore ....
La sera ci siamo recati in centro dove avevamo appuntamento con l'assessore alle frazioni sig.Manuel Valentini.
Anche questo comune non sembra interessato alla nostra problematica.
Abbiamo contattato un parroco che però non aveva la possibilità di fornirci un servizio doccia ( cosa per noi determinante...) ringraziando abbiamo optato per il per un B&B nelle colline umbre.
Grazie alla Sig.ra Paola Pazzaglia per gli appartamenti Colle S.Giovanni per l'accoglienza,l'ospitalità e il prezzo di favore ....
La sera ci siamo recati in centro dove avevamo appuntamento con l'assessore alle frazioni sig.Manuel Valentini.
Anche questo comune non sembra interessato alla nostra problematica.
sabato 8 giugno 2013
L'albero
Sono
come la pianta che cresce sulla nuda roccia:
quanto più mi sferza il vento
tanto più affondo le mie radici.
Proverbio Indiano
giovedì 6 giugno 2013
Tappa a Marsciano (PG)
Stamani partiti da Perugia con destinazione Marsciano,presso un distributore abbiamo chiesto informazioni ad una pattuglia della Polizia Stradale per la via migliore,gli stessi poliziotti ci hanno voluti accompagnare per un breve tragitto,fino alla periferia della città.
Camminando per le strade di Marsciano abbiamo incontrato una commerciante che ha voluto sapere della nostra iniziativa e ci ha ringraziato per quello che stiamo facendo.
Giunti presso il comune abbiamo contattato il sindaco e ci ha riferito che verso mezzogiorno avrebbe mandato un assessore ad accoglierci.
Una troupe televisiva scendendo da Perugia ,filmava il cammino di Franca e Graziano ,ci hanno raggiunto presso l'oratorio e qui intervistato.
Il nostro presidente Roberto Sepulcri e Rolando Fornasier hanno spiegato all'assessore Luigi
Anniboletti i motivi del cammino verso Roma.
Da accordi presi precedentemente dovevamo passare la notte presso l'oratorio,ma l'assessore ci ha dato la possibilità di pernottare presso un loro appartamento.
Ringraziamo la parrocchia .
Ringraziamo il sindaco,l'assessore e la comunità per l'ospitalità.
Camminando per le strade di Marsciano abbiamo incontrato una commerciante che ha voluto sapere della nostra iniziativa e ci ha ringraziato per quello che stiamo facendo.
Giunti presso il comune abbiamo contattato il sindaco e ci ha riferito che verso mezzogiorno avrebbe mandato un assessore ad accoglierci.
Una troupe televisiva scendendo da Perugia ,filmava il cammino di Franca e Graziano ,ci hanno raggiunto presso l'oratorio e qui intervistato.
Il nostro presidente Roberto Sepulcri e Rolando Fornasier hanno spiegato all'assessore Luigi
Anniboletti i motivi del cammino verso Roma.
Da accordi presi precedentemente dovevamo passare la notte presso l'oratorio,ma l'assessore ci ha dato la possibilità di pernottare presso un loro appartamento.
Ringraziamo la parrocchia .
Ringraziamo il sindaco,l'assessore e la comunità per l'ospitalità.
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