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giovedì 20 giugno 2013

Dal giornale L 'Arena

07.06.2013

LA MARCIA DEI DISOCCUPATI, PER DIRE "NO" AI SUICIDI DA CRISI

Perugia (TMNews) - Una marcia di sensibilizzazione sul problema dei suicidi: è l'iniziativa intrapresa da un gruppo di amici disoccupati, partiti dal loro paese in provincia di Treviso, e decisi ad arrivare in 26 tappe a Roma. Nel loro percorso i camminatori veneti, hanno fatto tappa a Marsciano, in provincia di Perugia, dove li abbiamo incontrati."Ho fatto questa iniziativa - spiega Roberto Sepulcri - in quanto da noi c'erano molti suicidi di artigiani. Anche un mio collega ha tentato il suicidio ed è stato salvato in extremis. Per questo ho deciso di fare questa marcia".Gli scenari che fanno da sfondo alla marcia sono quelli tipici, e affascinanti, del paesaggio della campagna italiana. Ma al di là delle bellezze naturali, resta il dramma di chi, schiacciato dalla crisi, non vede altra strada che farla finita. Un problema che i marciatori vogliono portare all'attenzione della politica e del Vaticano."Noi - ha aggiunto Rolando Fornasier - arrivati a Roma vorremmo incontrare o il presidente del Consiglio o il Presidente della Repubblica, e anche il Papa se vorrà darci udienza. Siamo sicuri di non risolvere questo problema, ma questo viaggio ci ha arricchito con molte esperienze".La speranza dei marciatori è che creando una rete sociale più forte si possa offrire un'alternativa alla disperazione.

lunedì 17 giugno 2013

Dal Giornale La Tribuna del 13.06.2013 Articolo e Rettifica

Teniamo a precisare che a Roma, dall 'ispettorato di Pubblica Sicurezza del Vaticano sono stati fermati: Roberto, Rolando, Loris e Sandro e non come scritto il Sig. Girardi.

Da Il Messaggero del 17.06.2013

NORDEST - ITALIA, SOCIALE
La lunga marcia per il lavoro
dei piccoli imprenditori in crisi

MAURIZIO CECCONI, GIUSI MARCANTE
14.06.2013

A piedi da Treviso a Roma per denunciare lo «scandalo» dei suicidi. Un cammino di 576 km nell'Italia in recessione, dove tra Equitalia, banche voraci e nuove povertà chiudono tre grandi aziende al mese


Hanno percorso 576 chilometri a piedi, dalla provincia di Treviso a Roma, attraversando il Veneto, il ferrarese, Ravenna, l'appennino tosco emiliano, la provincia di Perugia e Orte, in una marcia iniziata il 19 maggio e che si è conclusa solo ieri. Non ce l'hanno fatta ad incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha però fatto pervenire un messaggio di vicinanza e interesse. Ma sono riusciti ad assistere all'udienza di papa Francesco dopo che erano stati fermati dalla Polizia e trattenuti tre ore in questura perché erano entrati in piazza San Pietro con i cartelli che hanno portato con sé per tutta la marcia.
Roberto Sepulcri, Ronaldo e Sandro Fornasier, Loris Trentin, Mauro Colombera, sono gli artigiani e liberi professionisti, ora senza impresa e senza lavoro, che hanno voluto intraprendere questo cammino contro i suicidi di chi non ce la fa più a causa della crisi e dei debiti che schiacciano. «Non ci fermeremo qui - racconta Sepulcri al cellulare mentre sta tornando da Roma, finalmente in macchina - vogliamo continuare la nostra opera di sensibilizzazione e speriamo di incontrare prima o poi il capo dello Stato». L'obiettivo di queste persone è fermare la piaga dei suicidi che capiscono bene perché la stanno vivendo da vicino. Si sentono testimoni di un dramma che non vogliono più stare fermi a fronte di quello che riportano le cronache. Nessun sensazionalismo nei loro ragionamenti: «Chiaramente non tutti i suicidi sono collegati al lavoro ed è molto difficile produrre una statistica, perché non sempre vengono dichiarati. Abbiamo provato a indagare, domandando a tanti, e scoprendo che quando le difficoltà economiche divengono così grandi, il pensiero del suicidio passa per la testa di molte persone». E' successo anche a Sepuclri, imprenditore edile di 48 anni che sta vivendo un momento di enorme difficoltà: «E' venuto in mente anche a me. Un mio caro amico ha provato a suicidarsi ed è stato salvato all'ultimo minuto dalla moglie, che ha sentito cadere una sedia in camera da letto e l'ha trovato che s'impiccava. A me, forse, ha fermato l'avere la mente rivolta alla mia famiglia (ha moglie e tre figli ndr) anche se so che non è sempre un deterrente sufficiente.
Un'iniziativa, questa della marcia contro i suicidi, totalmente autogestita e senza nessun colore politico. Partendo dal trevigiano dove la Lega ha prosperato per anni e dove qualche giorno fa è crollata nelle elezioni amministrative questi imprenditori non hanno voluto «farsi dare la linea da nessuno». Negli ultimi periodi hanno visto chiudere mediamente tre grandi aziende al mese,con le inevitabili ripercussioni su tutto l'indotto dei laboratori artigiani; e lo stillicidio dei suicidi. Secondo Sepulcri nel 2013, nel suo territorio, si sono tolte la vita almeno una decina di persone, per motivi legati alla crisi economica.
Lungo il loro cammino i marciatori veneti hanno incontrato tantissime persone. Ogni tappa del viaggio è stata documentata sul blog versoromacontroisuicidi.blogspot.it, Un diario di viaggio di un'Italia accomunata da debiti, cartelle di Equitalia, angoscia, pignoramenti, rapporti difficili con le banche, prestiti che non si riescono a rimborsare. O materiale che non si riesce a vendere, come quello dell'impresa edile di Sepulcri che non riesce a chiudere l'azienda proprio perchè i suoi macchinari non trovano un compratore. «Prima di partire per la marcia ho venduto tutto l'oro di famiglia perché, essendo via un mese, non volevo che i miei avessero delle difficoltà», racconta. Nessuno della famiglia sta lavorando in questo momento, si prova a tamponare con l'orto e le galline e con il ricavo del compro oro, appunto.
E a proposito di quest'altra Italia, incontrata lungo i cinquecento chilometri di cammino, sono molti i racconti da fare. Partendo dall'accoglienza che è stata generalmente buona nella maggior parte dei comuni attraversati. Il sindaco di Bagno di Romagna che oltre ad incontrarli e ad adoperarsi per trovare un riparo notturno ha regalato loro dei vestiti perché nel comune dell'appenino tosco emiliano a fine maggio c'erano 7 gradi. La Protezione Civile di Ravenna che ha organizzato una festa in loro onore. Quella fornaia di Comacchio che ha regalato pane e pizzette, ha battuto lo scontrino e poi ha raccontato del marito che aveva tentato due volte di farla finita: la loro casa sarebbe andata all'asta pochi giorni dopo. E c'è anche chi è stato più distratto. Come il comune di San Sepolcro, in provincia di Arezzo, che li ha contattati una settimana dopo il loro passaggio chiedendo se per caso sarebbero ripassati. O come quello di Perugia dove il capo di gabinetto del sindaco li ha omaggiati di un bacio Perugina a testa e non ha mostrato grande interesse. Ma l'obiettivo è stato centrato: conoscere, discutere, parlare. Perché «non chiediamo la carità ma il lavoro».

giovedì 6 giugno 2013

Marsciano

5 Giugno 2013

La marcia contro i suicidi giovedì farà tappa a Marsciano.


Una marcia di sensibilizzazione sul problema dei suicidi: è l'iniziativa intrapresa da un gruppo di amici disoccupati, partiti dal loro paese, Solighetto di Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, e decisi ad arrivare in 26 tappe a Roma, con la speranza di poter incontrare il Presidente della Repubblica.
Giovedì 6 Giugno la 20° tappa della marcia farà tappa a Marsciano; il tutto è iniziato il 19 Maggio ed il gruppo di marciatori verrà ospitato presso la Parrocchia marscianese di San Giovanni Battista, dove sarà offerto un ristoro e garantito il pernottamento in attesa della ripartenza della marcia, il giorno successivo, in direzione di Todi.
Il dramma dei suicidi, purtroppo, è ogni giorno più attuale, anche grazie alla crisi economica; si calcola che negli ultimi quattro anni in Italia sono aumentati "del 20-30%" i suicidi dovuti a motivazioni economiche, secondo il rapporto Osservasalute 2012.
Inoltre l'Umbria è la seconda Regione italiana con la più alta percentuale di suicidi dietro solo alla Valle d'Aosta: ben 8,7 ogni 100.00 abitanti (la Valle d'Aosta ha la media di 11,7), a fronte di una media nazionale di 5,1 suicidi ogni 100.000 abitanti; questo dato dell'ISTAT si riferisce al 2010.
L’intento di questa marcia che farà tappa a Marsciano è quello di coinvolgere altre persone durante il cammino con le quali cercare un confronto e un dialogo, essere vicino alle loro difficoltà, creare legami sociali di condivisione e raccogliere testimonianze. Alla fine del percorso sarà fatto un resoconto riepilogativo dell’intera esperienza da consegnare anche a rappresentanti del Governo al fine di sensibilizzare le Istituzioni sul problema. 
Articolo di Matteo Berlenga - matteo@marsciano7.it

Marsciano

Aumento dei suicidi, la marcia verso Roma fa tappa a Marsciano

Iniziativa partita da un gruppo di amici disoccupati di Solighetto di Pieve di Soligo (Treviso) che, indignati dall’aumentare del fenomeno di suicidi, ha deciso di promuovere una marcia pacifica di sensibilizzazione fino alla Capitale. 
di: 04/06/2013 - h 16,00

Forse si incontrerà con la staffetta dei podisti che sale da Roma con la Fiaccola della Pace, la marcia “Verso Roma contro i Suicidi” che farà tappa anche a Marsciano, nella giornata di giovedì 6 giugno 2013.
Qui si concluderà la ventesima tappa di questa marcia partita lo scorso 19 maggio.
Il gruppo, composto da 6 persone e proveniente da Perugia, sarà ospitato presso la Parrocchia di san Giovanni Battista dove sarà offerto un ristoro e garantito il pernottamento in attesa della ripartenza della marcia, il giorno successivo, in direzione di Todi.

Si tratta di una iniziativa partita da un gruppo di amici disoccupati di Solighetto di Pieve di Soligo (Treviso) che, indignati dall’aumentare del fenomeno di suicidi, ha deciso di promuovere una marcia pacifica di sensibilizzazione fino a Roma.
Quello dei suicidi è un problema che merita la massima attenzione, acuito dalla crisi economica con la mancanza di lavoro e la sempre maggiore difficoltà, per molte persone a garantirsi una esistenza dignitosa.

L’intento di questa iniziativa è quello di coinvolgere altre persone durante il cammino con le quali cercare un confronto e un dialogo, essere vicino alle loro difficoltà, creare legami sociali di condivisione e raccogliere testimonianze.
Alla fine del percorso sarà fatto un resoconto riepilogativo dell’intera esperienza da consegnare anche a rappresentanti del Governo al fine di sensibilizzare le Istituzioni sul problema

Marsciano

MARSCIANO OSPITA LA VENTESIMA TAPPA DELLA "MARCIA VERSO ROMA CONTRO I SUICIDI"

Un gruppo di sei persone del Trevigiano in cammino da Perugia per dare rilievo ad un fenomeno in preoccupante espansione


martedì 4 giugno 2013

Incontro con il Sindaco e articolo sul giornale del comune di Umbertide(PG).


Tappa ad Umbertide per la Marcia anti-suicidi

 marcia anti suicidi ricevuta in Comune(UJ.com3.0) UMBERTIDE – Ha fatto tappa ad Umbertide la Marcia anti-suicidi, iniziativa promossa da alcuni disoccupati che, partiti il 19 maggio dal loro paese natale, Pieve di Soligo, nel Trevigiano, stanno percorrendo a piedi lo Stivale fino a Roma per raccogliere testimonianze e parlare con chi è disperato e non ce la fa più con l’obbiettivo di spezzare la lunga catena di suicidi di persone che hanno perso il lavoro e di imprenditori costretti a chiudere la propria attività per colpa della crisi.
Questa mattina due membri della marcia, Roberto Sepulcri, imprenditore edile che da cinque mesi non lavora più, e Rolando Fornasier, fabbro disoccupato, sono stati ricevuti in Comune dal sindaco Marco Locchi che ha aggiunto la sua firma alle tante che questo gruppo di disoccupati sta raccogliendo per poi consegnarle nelle mani del Presidente della Repubblica. “Abbiamo deciso di intraprendere questa iniziativa dopo che un nostro amico ha tentato il suicidio per problemi di lavoro – hanno raccontato – il nostro obbiettivo è di parlare con la gente, confrontarci sulle difficoltà che sono comuni a tante persone, spronando chi non ce la fa più a non arrendersi e ad andare avanti. Se grazie ad un nostro incontro, anche soltanto una persona desistesse dal compiere un gesto estremo, per noi sarebbe una grande vittoria”.
Roberto e Rolando resteranno ad Umbertide fino a domani mattina, ospitati dalla parrocchia di Santa Maria in collaborazione con il Comune, per poi ripartire alla volta di Roma. L’arrivo è previsto per l’11 giugno, dopo 25 tappe e 576 chilometri percorsi, nella speranza di essere ricevuti dal Presidente della Repubblica e del Consiglio e dal Papa. Il loro viaggio può essere seguito sul blog versoromacontroisuicidi.blogspot.com.

sabato 25 maggio 2013

A Roma da Ravenna


A Roma da Ravenna a piedi contro il suicidio

Il gruppo è partito il 19 maggio
24 Maggio 2013 |  Società |Ravenna |
Attraversare l’Italia camminando per dire basta ai suicidi. E’ atteso a Ravenna nel pomeriggio di lunedì il gruppo di persone che dal 19 maggio è in marcia a piedi verso Roma per manifestare pacificamente e sensibilizzare l’opinione pubblica sui suicidi provocati dalle conseguenze della crisi economica del Paese.
Il gruppo, che persegue fini sociali, pacifici e senza lucro, è partito il 19 maggio da Pieve di Soligo in provincia di Treviso, e prevede di arrivare nella Capitale il 13 giugno puntando essere ricevuti in Quirinale e in Vaticano.
Per la serata di lunedì, alle 21 a Ravenna, è stato organizzato un incontro  alla presenza dell’assessore Martina Monti nella sede dell’associazione Mistral, dove il gruppo pernotterà per poi ripartire l’indomani alla volta di Cesena.
“Il nostro intento - spiegano gli organizzatori - è quello di coinvolgere altre persone durante il cammino, essere vicino alle loro difficoltà, contrastare il senso di solitudine e di smarrimento, creare legami sociali di condivisione, raccogliere testimonianze, poesie”.
Alla fine del percorso, sarà fatto un resoconto riepilogo scritto dell’intera esperienza e consegnata una copia a un rappresentante del Governo.

martedì 21 maggio 2013

Tratto da La Tribuna di Treviso



Il Fatto Emilia Romagna





Imprenditori contro i suicidi, 550 km a piedi verso il Quirinale

Roberto Sepulcri
Roberto Sepulcri, ideatore della marcia "Verso Roma contro i suicidi"
Pieve di Soligo, Treviso. Comune veneto di dodicimila abitanti. Un’economia basata sull’agricoltura e sulla piccola e media impresa, per lo più artigiani: il padrone, uno o due figli a “imparare il mestiere”, al massimo qualche dipendente. Una rete di aziende che nei decenni d’oro del nord-est italiano ha prodotto una ricchezza diffusa, incentivato il mito della regione indaffarata e un poco bigotta, disabituata ai movimenti ideali e popolari, perché china sui banchi dei laboratori.
Tutto questo è oramai un ricordo, doloroso perché vicino nel tempo. Sembra passata un’epoca, è cambiato il paesaggio emotivo e sono sfumate velocemente le speranze, eppure sono trascorsi solo cinque anni da quando la crisi ha iniziato a mordere, quel 2008 in cui si parlava di “finanza sull’orlo dell’abisso” come di uno spettro lontano e terrificante. Per poi scoprire che la paura era realtà, terribile e vicina, dietro l’angolo. La crisi prima ha colpito le fabbriche più grandi, lasciando senza reddito molti nuclei familiari; poi s’è avventata sugli artigiani, che mano a mano perdevano i subappalti dell’industria.
La crisi è stata violenta e in tre anni ha spazzato via un ecosistema. Dal 2012, quando i debiti accumulati da chi aveva provato a restare in pista in ogni modo sono diventati insopportabili, sono apparsi i suicidi. Imprenditori senza più credito e possibilità di recupero hanno cominciato atogliersi la vita. Anche operai, padri di famiglie monoreddito.
E’ difficile produrre dei dati certi sul fenomeno della violenza su se stessi in relazione agli andamenti economici. Specialmente quando una terra tradizionalmente cattolica, restia all’esibizione deiproblemi personali, spinge inevitabilmente a “nascondere” questi gesti, a parlarne poco, ancor meno a discuterne pubblicamente. Molte famiglie se ne vergognano.
Roberto Sepulcri, piccolo imprenditore senza più lavoro per sé e per il figlio, mi racconta di un amico salvato, per un soffio, dalla moglie; si stava impiccando. Rompe un tabù e con voce chiara dice: “Anche io ci ho pensato”. Gli chiedo, dopo un mio silenzio più lungo del normale, cosa l’ha distolto dal suicido. Dice: “Non arrendersi e fare qualcosa di utile per tutti”. Così gli è nata l’idea di una marcia contro i suicidi, un viaggio a piedi lungo 550 km, lui e altri imprenditori amici verso Roma, per portare il loro grido fin sotto (e possibilmente dentro) i palazzi del Potere.
“Non lo facciamo solo per noi”, ci tiene a precisare, quasi a sottolineare una nuova consapevolezza sociale. Con sé avranno dei bloc-notes: ad ogni tappa annoteranno le storie che gli abitanti del luogo consegneranno loro. Sono attesi in Emilia-Romagna, in Umbria, in Toscana, nel Lazio, dove raccoglieranno le nostre storie di crisi. A Roma, vorrebbero affidare quei quaderni di disperazione e di resistenza a Giorgio Napolitano.
Intendono percorrere circa 20/25 km al giorno, scarpinando, seguiti da un furgoncino con provviste alimentari e delle tende. Si fermeranno a dormire dei campi, nei giardini, nei parchi, ovunque qualcuno li ospiterà. Solidarietà. Gli domando di cosa avranno maggiormente bisogno; dice: “Di una doccia alla sera”. Calore. In tanti hanno risposto alla loro richiesta di supporto; aggiorneranno chi li sosterrà tramite un blog e social network.
Queste terre hanno prodotto nel secondo dopoguerra forti fenomeni di emigrazione interna ed estera: tanti friulani e veneti sono partiti in giro per il mondo in cerca di una sorte più benevola. Il benessere conquistato negli ultimi trent’anni aveva invertito la rotta: adesso erano gli stranieri ad arrivare, dai paesi apparentemente più impensati. Le fredde statistiche dicono che a Piéve, come la chiamano i trevigiani, sono arrivati negli anni operai da paesi come il Bangladesh, la Macedonia, l’Albania, la Romania e il Marocco. In tutto sono appena il 10% della popolazione, ma sono percepiti come un problema, perché hanno giocato al ribasso, aggiudicandosi svariati subappalti, specialmente nel campo dell’edilizia, qui particolarmente sviluppato. La crisi ha colpito anche loro. L’assenza di lavoro ha livellato i redditi, spostandoli indifferentemente verso lo zero.
Per uno di quei dettagli insignificanti e rivelatori che la storia dissemina, la marcia contro i suicidi è partita stamattina da Piazza degli Emigranti a Solighetto, frazione di Piéve. Il maltempo dell’ultima settimana non ha cambiato il programma: tra 25 giorni saranno nella capitale, per bussare alla porta del Quirinale.
Lo saluto con un’ultima domanda. Chiedo come riescono a vivere lui e la sua famiglia. Roberto, che trasmette la sensazione d’essere un uomo forte, dice: “Ho venduto l’oro. Non m’era mai successo. Ma non chiediamo la carità. Chiediamo lavoro”.

Pubblicato da Venezia Today

La guerra contro i suicidi a Mira la si combatte camminando insieme

Martedì parte la marcia che dal Trevigiano vuole raggiungere Roma, aumentando il numero dei partecipanti man mano. La sera in Riviera
La Redazione20 Maggio 2013
Da Solighetto, nel Trevigiano, a Roma, a piedi in 26 tappe giornaliere, per sensibilizzare tutti - una volta di più - sul dramma che sta vivendo chi perde il posto di lavoro, e chi vede fallire la propria attività, travolta dalla crisi, dai crediti non riscuotibili, dall’impossibilità di ottenere finanziamenti. L'arrivo sarà al Quirinale, se le forze lo permetteranno, per incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
L’intento degli organizzatori è di coinvolgere altre persone nel corso del loro cammino, ascoltare testimonianze dirette, creare uno spirito di solidarietà e di condivisione per mettere in moto una campagna culturale che hanno chiamato “Riparte il futuro”, contro la corruzione e la criminalità e per un forte rinnovamento nella gestione della cosa pubblica, che serva a rimettere in moto l’economia e spezzare la spirale dei suicidi di chi non ha più lavoro o deve chiudere la propria azienda e attività.
Martedì la “marcia contro i suicidi”, farà tappa a Mira, provenendo da Mogliano. Nell’occasione alle ore 21, al centro civico di piazza Vecchia, i partecipanti alla marcia incontrano l’amministrazione comunale e i cittadini per illustrare l’iniziativa, ma soprattutto per raccogliere testimonianze e condividere esperienze.
“Il superamento dell’attuale gravissima crisi economica – osserva l’assessore alle Politiche sociali del comune della Riviera Francesca Spolaor – esige certamente interventi coraggiosi a livello nazionale e addirittura europeo. Tuttavia, di fronte ai drammi quotidiani di tante persone senza lavoro, accanto all’azione di sostegno messa in campo dalle amministrazioni locali pur nella limitatezza delle risorse, può essere utile anche l’impegno di ciascuno di noi, in primo luogo nel non far sentire soli o abbandonati coloro che sono in difficoltà, perché può bastare anche questo a volte per dare un po’ di speranza e di fiducia”.

sabato 18 maggio 2013

Nuovo articolo




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Parte da Pieve la marcia su Roma

Raggiungeranno la capitale a piedi, per dire "Basta" alla crisi

PIEVE DI SOLIGO - Verso Roma contro i suicidi. A piedi, dopo 112 ore di viaggio, raggiungeranno la capitale per denunciare uno Stato che li ha abbandonati e per dire “basta” a tutti quei suicidi di imprenditori che hanno tristemente segnato la Marca Trevigiana.

Rolando Fornasier, fabbro di Solighetto, e Roberto Sepulcri, artigiano edile di Follina, insieme ad altre tre persone, un geometra di Castelfranco, un precario di Miane e un esperto camminatore che fungerà loro da guida, domenica 19 maggio partiranno da Piazza Emigranti, a Solighetto, alla volta di Roma.

«Non c’è nessuno che fa qualcosa per noi artigiani – denuncia Rolando Fornasier, fabbro che ha dovuto chiudere l’attività avviata dal padre per colpa della crisi -. Tutti parlano, anche le nostre associazioni di categoria, ma poi a fatti…». Per l’artigiano di Solighetto è il sistema che non va. Spiega che a causare la difficile situazione che ha travolto anche la sua attività sono «i mancati pagamenti da parte dei clienti. Si finisce per aspettare i soldi per mesi, soldi che poi non arrivano». E poi l’altro “nemico” sono gli studi di settore: «Anche se non riusciamo a lavorare e a incassare, ci tocca pagare le tasse. Gli studi di settore ci fanno morire».

La sua e quella di Roberto, artigiano edile con una famiglia e quattro figli da mantenere, è la situazione di tanti piccoli imprenditori strozzati dalla mancanza di liquidità e dalle tasse. Troppi, in questi ultimi mesi, hanno scelto di arrendersi optando per gesti estremi che hanno drammaticamente sconvolto tante famiglie. Ed è anche per questi imprenditori che Rolando e Roberto hanno deciso di scendere a Roma, a piedi. «Il fatto è che noi artigiani del Nord Est siamo sempre stati abituati a tenere bassa la testa e a lavorare – afferma Rolando –, ma ora vogliamo farci sentire anche noi». Dopo 112 dodici ore di cammino e circa 600 chilometri percorsi, in media una trentina al giorno, i cinque raggiungeranno Roma per metà giugno. Saranno seguiti da un furgone e chiedono a chiunque voglia loro dare una mano di contattarli via e-mail a versoromacontroisuicidi@gmail.com e di seguire la loro marcia fino alla capitale sul loro blogversoromacontroisuicidi.blogspot.com.